Sul led i designer si giocano la prossima icona

"Il led oggi non ha una identità forte, tant'è che l'azienda di luci che disegnerà la 'nuova Tolomeo' o la 'nuova Tizio' a led vincerà l'Enalotto". Cecilia Fabiani, esperta di design, giornalista e docente universitaria, spiega così come può nascere una tendenza in un'epoca in cui di grandi innovazioni se ne vedono poche. E' il materiale, o meglio l'identità che si può dare a quel dato materiale, che fa la differenza e che segna un nuovo passo avanti nel mondo del design. Accade così da sempre, ovvero che la creatività vive un momento di 'letargo' fino a quando si scopre un nuovo materiale che dà vita e spazio a nuove invenzioni e opportunità creative. Il materiale oggi c'è. Manca l'idea che, c'è da scommetterci, arriverà.

"Il 1968 - ricorda Fabiani - ha rappresentato uno spartiacque nel design, basti guardare le sedute di imbottiti e sedie. La rivoluzione sessuale e culturale ha portato con sé anche una rivoluzione nel design: sono nate la poltrona gonfiabile Blow di De Pas, D'Urbino e Lomazzi (per Zanotta), la poltrona Sacco di Zanotta". Insomma, "un tempo i prodotti nascevano in base a cambiamenti che avvenivano nella società e anche questo è legato al fatto che in Italia, quando si parla di design, non si intende industrial design, ma principalmente il mobile e le lampade. Negli Stati Uniti e in Germania, invece, ci si riferisce a un'ampia gamma di prodotti, dallo scarpone da sci alla macchina industriale".

In Italia il mobile e le luci identificano il design, proprio "perché molto legate a questo concetto di cambiamento della società: il design è la rappresentazione del cambiamento società. Oggi, in assenza di grossi cambiamenti culturali, di fronte a un evolversi positivo della società, manca questa rottura e, per questo, le tendenze non nascono".

Da notare anche, secondo Fabiani, che "oggi il design segue logiche simili a quelle della moda. Vi sono tuttavia delle eccezioni e sono interessanti". Una di queste è proprio rappresentata dalle opportunità che offre la "tecnologia led, che sta arrivando a una qualità del colore molto più alta rispetto al passato, e a un costo molto più basso. Nel breve futuro, le fluorescenti saranno completamente abbandonate e la luce sarà il led".

Ingo Maurer inizia la sperimentazione del led con le carte da parati, ricorda l'esperta, "quando il led è ancora carissimo, una decina di anni fa. Crea carte da parati per le abitazioni con questa nuova illuminazione che, di fatto, è molto relativa. Oggi ha in catalogo, ma non solo lui, anche la Flos e altre aziende di illuminazione lampade a led, a basso consumo energetico che saranno la luce del futuro". Ma tutto questo in che lasso di tempo avviene? Ovvero dalla scoperta di un materiale a un prodotto in catalogo di una certa qualità quanto tempo passa? "Dieci anni da una sperimentazione considerata carissima. Quindi c'è un lasso di tempo tra ricerca e prodotto".

Il dato rilevante è che "quando si inventa un nuovo materiale, questo non ha identità. Per esempio quando hanno inventato la formica che rivestiva le cucine, come veniva rappresentata? come finto legno o decoro finto legno. E questo perché la formica non aveva una identità. Poi la si è iniziata a decorare e colorare". esattamente come sta accadendo con il led: "tutt'ora non ha una identità forte, tanto è che l'azienda di luci che disegnerà la nuova Tolomeo o Tizio a led vincerà l'Enalotto".

"Tutte le aziende stanno cercando di fare la nuova lampada da scrivania a luce led che però come forma catturi l'immaginazione e sostituisca 'Tizio' e 'Tolomeo'. Adesso non c'è ancora una lampada led equivalente. Quindi i nuovi materiali e le nuove tecnologie ancora non hanno una identità. L'identità si forma lentamente". Insomma, se "il led è quasi maturo come tecnologia, non lo è come identità: le forme che abbiamo trovato ancora non vanno bene. Bisogna trovare che forma dare al led e per ora nessun designer ha trovato una forma originale per questo materiale e stanno usando forme vecchie".